Senza meta. Così sembra.
- daniela di stefano
- 13 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
"...Senza aspettative mi sono sentito a mio agio".

Spesso, durante una seduta di Arteterapia, l’utente crea senza avere una meta precisa, lasciandosi guidare dal momento. Questo processo, apparentemente senza direzione, può generare un senso di benessere:
in quel fluire libero, trova sollievo, come se il semplice atto del fare fosse già cura.
Nell'assenza di aspettative, si crea uno spazio sicuro in cui la persona può lasciarsi andare. Non c’è la pressione di “fare bene” o di ottenere un risultato preciso: questo permette alla parte razionale della mente di fare un passo indietro.
In questa mancanza di controllo, l’inconscio può emergere in modo spontaneo.
L'opera concretizza il "senso" e la direzione che l'utente sta interiormente percorrendo, anche se al principio non è noto.
In questa dimensione di libertà espressiva, senza attese, il processo creativo si sviluppa in fasi che potrei visbilmente descriverle in:
Un “prima”, in cui ci si avvicina al materiale senza sapere esattamente cosa si sta facendo. un “durante”, in cui inizia a emergere una percezione più chiara di ciò che si sta creando; un “poi”, in cui l’opera prende forma e diventa riconoscibile, quasi come se restituisse un senso a ciò che prima era solo confusione.
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Come se silenziosamente attraversassimo le fasi temporali del "passato-presente-futuro" non in modo lineare, ma attraverso un gesto creativo che dà forma al nostro vissuto interiore.
Non sempre sappiamo come definire certi effetti di benessere, perché li viviamo direttamente nell’atelier. Li attraversiamo, li sentiamo, e si manifestano nella riflessione del fare. Appaiono nel tratto, nella pennellata, nel gesto delle mani: segni visibili di un’esperienza che non ha bisogno di essere parafrasata dalle parole.
Il "significato intimo" dell'opera si rivela al suo creatore, in quella sospensione in cui il corpo crea e l’anima ascolta.
Anche se l’utente non è subito consapevole del peso e del significato del proprio linguaggio espressivo, questo non è un limite.
In Arteterapia, è l’Arteterapeuta che ne accoglie e decodifica i segni, e su questo terreno lavora per accompagnare l’utente nel suo processo di scoperta e trasformazione.
Nel vuoto apparente dell’atelier, dove tutto tace, qualcosa inizia a parlare e ciò che appariva inizialmente senza meta, ora ha forma ed una sua storia.



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